2.12.17

2017 rediscoveries






Quest'anno, invece dei dieci dischi del 2017 (tanto sappiamo tutti che dopo DAMN. non ce n'è per nessuno), ho messo insieme dieci dischi che ho "riscoperto" quest'anno. Ristampe, classiconi che non avevo mai ascoltato prima, album usciti in sordina: ogni tanto disconnettersi dal flusso costante di nuove uscite e  dischi di cui tutti parlano è rigenerante.
Ho messo insieme anche una playlist, spero possiate trovarci anche voi qualche gemma nascosta in cui immergervi durante le vacanze di Natale.

OMNI, "Deluxe" - Il post punk come dovrebbe essere suonato: sempre sull'orlo di una crisi di nervi, con le vene che pulsano e i piedi che non riescono a stare fermi. Frankie Broyles, già chitarra nei Deerhunter, gioca con il canone dei vari Gang Of Four, Wire ed ESG in questo dischetto che nel 2016 non avevo proprio notato.

Feist, "Let It Die" - Quest'anno sono finalmente riuscito a vedere Feist dal vivo, ed è stata un'esperienza di condivisione incredibile. Il suo album di debutto è forse quello che meno avevo approfondito, e mi pento di aver scoperto così tardi questa meraviglia.

Chairlift, "Moth" - I Chairlift si sono sciolti quest'anno, e non li avevo mai ascoltati. Di più, è stato proprio leggere della fine del duo ad incuriosirmi e a farmi scoprire un percorso durato 3 album, fatti di pop sofisticato e mutante, spruzzato di elettronica ed r'n'b (non a caso Caroline Polachek, metà femminile del duo, ha scritto per Beyoncé, mentre Patrick Wimberly ha prodotto gente del calibro di Solange e Blood Orange). Prendete un album a caso, sono tutti e tre perfetti.

Maritime, "We, The vehicles" - Che bello scoprire i dischi alla vecchia maniera! Sali in macchina di un amico che ti dice: "questi devi ascoltarli", e la mattina dopo metti il disco in loop. I Maritime sono l'ultima band di Davey e Dan dei Promise Ring (ossia una delle mie band preferite di sempre) assieme al bassista dei Dismembermet Plan. Wao.

Neil Young, "Zuma" - In questo disco c'è già tutta la musica con le chitarre degli anni a venire: ci senti i Pavement, i Guided by Voices, i Mudhoney. Uno dei capolavori di Young che non conoscevo.

The Necessaries, "Event Horizon" - Arthur Russell è stato uno di quegli outsider geniali destinati a non ricevere mai (nemmeno postumo) il giusto riconoscimento, e se non lo conoscete vi consiglio questa bella introduzione su DLSO. La ristampa del disco power pop che registrò nell'86 assieme ad Ernie Brooks dei Modern Lovers fa luce su uno degli aspetti più radio-friendly della musica di Russell.

Yo La Tengo, "I Can Hear the Heart Beating as One" - Adoro gli Yo La Tengo, ma data l'estensione del catalogo alcuni pezzi mi mancano. Questo disco uscì esattamente vent'anni fa, ma nel giro di qualche ascolto è lampante perché venga considerato il loro capolavoro.

Acetone, "1992 - 2001" - E se gli Yo La Tengo fossero nati in California? Gli Acetone suonavano così, come dei Mazzy Star senza le distorsioni, o degli Spiritualized che non sono mai partiti per lo spazio. Un'altra band dimenticata da tutti, un'altra storia dal finale tragico. 

Arthur Verocai, "S/T" - Ho scoperto che la storia di Verocai ricorda molto quella di Rodriguez, e non a caso la ristampa è usita qualche anno fa sempre grazie al lavoro magistrale della Light In The Attic. Solo che Verocai non era un folksinger, ma un compositore, e le sue suite orchestrali fondevano la tradizione carioca al jazz del Nordamerica.

Madlib, "Shades of Blue" - Chiudo con un po' di hip-hop di classe, una rilettura di Madlib del catalogo della Blue Note, del 2003.

Buon Natale :)